L’impatto che si riceve giungendo dalla costa è memorabile: esposta ad est verso la terraferma, l’insula minor, dove si erge il Castello Aragonese bastione a difesa dell’isola; la natura accesa di incredibili colori che circonda le case tipiche ischitane, costruite con il tufo di cui l’isola è ricchissima; il monte Epomeo che colpisce per la selvaggia bellezza del paesaggio che lo circonda e sulle cui verdeggianti pendici, in grotte e dirupi, si rifugiavano gli abitanti dei dintorni al tempo delle invasioni.Invasioni frequentissime e diverse, ma tutte accomunate dalla consapevolezza che l’isola, lussureggiante e ricchissima di frutti, era una riserva inesauribile.Lo è tutt’ora: pesca, coltivazione della vite e quindi vino, agrumi, ortaggi, i famosi pomodori “col pizzo” di Forio, l’allevamento in fosse, unico in Italia, del coniglio di razza ischitana, sono alla base della cucina tradizionale isolana.Ischia è terra: per la sua grandezza, per l’altezza della sua vetta (800 metri), per i suoi boschi di castagno, per le sue tradizioni contadine; ma Ischia è un’isola, e come tale è anche mare: come una collana di perle preziose che cinge i trentasei chilometri di costa, le numerose e diverse spiagge di Ischia si alternano a tranquille ed ombrose baie rocciose dove poter ancorare la propria barca. San Montano, Maronti, Citara, Cava dell’Isola, Cava Grado, San Francesco, la Chiaia sono solo alcune tra le tante. |